Libertà di parola. Libertà di culto. Libertà dal bisogno. Libertà dalla paura.

[..] …la nuova pittura ha abolito ogni distinzione tra arte e vita.[..]

così scrive il critico Harold Rosenberg a riguardo della nuova arte americana. Siamo nel 1946, il secondo conflitto mondiale è terminato, da poco più di un anno sono state sganciate le bombe che hanno colpito Hiroshima e Nagasaki e in America vivono, lavorano e combattono contro una cultura che non riconoscono più gli artisti della nuova astrazione americana Gorky, de Kooning, Kline, Rothko, Newman e Pollock.

E pensare che 10 anni prima l’American Scene definisce e impone un “ritorno all’ordine” attraverso un realismo che possa affermare un’arte propriamente e specificatamente americana, nazionalista, divulgativa, pubblicitaria. Gli artisti dell’American scene hanno il bisogno di contribuire al cambiamento sociale, valorizzando e divulgando, attraverso uno stile realistico, i valori più genuini dell’America nel periodo della grande depressione.

[..] …un terzo del paese è deplorevolmente alloggiato, deplorevolmente curato, deplorevolmente nutrito[..]

affermava il presidente Roosevelt che, per avere una visione chiara della situazione di degrado vissuta dagli abitanti delle campagne, promuove la Farm Sicurity Administration, ente che si occuperà di documentare attraverso la fotografia, senza coinvolgimenti emotivi e nel modo più obiettivo possibile, tale condizione. Sarà compito della pittura appropriarsi della visione romantica, sarà compito della pittura appropriarsi dei crismi della comunicazione visiva ed emozionare, valorizzare e promuovere i pensieri innovativi e positivistici.

Libertà di parola, Libertà di culto, Libertà dal bisogno, Libertà dalla paura sono 4 opere che Rockwell realizzo ispirandosi al discorso di Roosevelt tenuto nel congresso del 1943. Le opere realiste, realistiche, fotografiche, propositive, divulgative, promozionali fermano attimi di vita quotidiana studiati a tavolino. Rockwell è in questo senso Direttore creativo, fotografo, graphic designer e brand manager per una campagna di comunicazione sociale senza precedenti. Nella complessità del lavoro strutturale e comunicativo Rockwell sceglie, per compilazione grafica del messaggio, la semplicità a dispetto del complicato, sceglie di comunicare con grande umiltà l’umiltà del uomo ed elevarla a grandezza. La pittura di Rockwell, e le scelte che la nutrono, sono la testimonianza dell’unione forte e durevole tra arti visive e vita vissuta, tra esperienza del fare e sintesi emozionale. Le idee sensazionali di Rockwell sono le regole che oggi muovono il branding.

[..] …il designer ha il compito di leggere quello che non c’è, e che ci dovrebbe essere. Non i desideri, ma i bisogni, i comportamenti, le esperienze latenti. Lucille Tenazas[..]