La crescita di Crearts: la persona prima del professionista

dipendente
/di·pen·dèn·te/
aggettivo e sostantivo maschile e femminile

Chi svolge le proprie mansioni alle dipendenze di altri o di un ente.

No, questa non è la nostra definizione di dipendente.
In Crearts siamo dodici, siamo imperfetti e siamo tutti (più o meno) inclusivi.
No, non è nemmeno la Spigolatrice di Sapri. È solo una riflessione su una figura importante: il dipendente Crearts, quello che lavora presso quell’Agenzia di Comunicazione che ha una curiosa “a” fuori al balcone.

La nostra idea di dipendente va ben oltre le dinamiche esistenti nel mondo del lavoro.
O meglio: qui si lavora, si produce, si crea – esattamente come accade in altri ambienti di lavoro. Ma il nostro principio di individuazione è un po’ diverso e rende tutto un po’ più speciale: in Crearts siamo empatici. E lo siamo non solo quando diventiamo il nostro cliente ma anche – e soprattutto – quando scegliamo il nostro dipendente.

È vero che la formazione, la competenza, la preparazione e l’esperienza sono caratteristiche imprescindibili. Ma prima di queste, noi guardiamo alla persona e scegliamo solo quella che sa mescolare con cura le doti umane a quelle professionali.

Un vizio che a lungo andare si è trasformato in virtù: siamo cresciuti preferendo sempre il fattore umano e, su questa scia, siamo arrivati ad avere 12 professionisti che – con modalità e stili diversi – sanno quel che fanno e lo fanno bene.
Ognuno nel suo campo, ognuno nel suo settore.

Non è autocelebrazione. In fondo il cliente quando sceglie – e conferma – Crearts come Brand Agency, ha sempre un motivo in più per farlo: è in quel motivo in più che ci collochiamo noi.
Per le persone che, oggi, rappresentano l’Agenzia.
Per le scelte che facciamo.
Per come siamo.