Chi è Crearts? Michele Meta

Wikipedia dice che un nerd è una persona che ha una certa predisposizione per la tecnologia ed è al contempo tendenzialmente solitaria. Possiamo dire, con un piglio di orgoglio che ci piace evidenziare, che in Crearts ci deliziamo ad essere anche parecchio nerd e, checché ne dica l’enciclopedia web, senza per niente essere claustrali. Questo grazie al nostro chief developer. Informatico per applicazione, formazione e devozione, è l’ironia della nostra agenzia – l’unica cosa che, c’è da dire, ha di sottile. Chi è Crearts? O meglio: qual è il codice di Crearts? Michele Meta, sia a 32 che a 64 bit.

Come ti chiami?

Michele.

Qual è il tuo ruolo in Crearts?

Chief web developer.

Quanti anni hai?

27 abbondanti.

Di cosa ti occupi, nello specifico?

Sviluppo di applicazioni web personalizzate: in sostanza, dei software che funzionano attraverso un qualsiasi browser e che svolgono dei compiti automatizzati e non. Capita pure, quando ce n’è necessità, di dare una mano nella costruzione di siti web “normali” e nell’assistenza tecnica al cliente.

Sì, OK, ma ancora più nello specifico: racconta una giornata tipo.

Diciamo che esistono due tipi di giornate: quella “normale” dove semplicemente ho a che fare col codice e nient’altro, perché il lavoro è già schedulato e discusso e quindi, a parte gli ovvi bug che si presentano e che bisogna correggere in corso d’opera, ci sono io con l’editor per il codice – dove scrivo – ed il browser – dove controllo il risultato di quello che ho scritto -, alternando a queste operazioni un numero abbastanza nutrito di imprecazioni a seconda del risultato; la giornata che amo definire “a sorpresa”, invece, è qualcosa che prescinde da qualsiasi possibilità di organizzazione del lavoro, e consiste spesso nella risoluzione di urgenze sorte d’improvviso, bug gravi che hanno contribuito a creare problemi che hanno bisogno di esser risolti nel minor tempo possibile ma di cui non c’era traccia fino a qualche minuto prima, o altre cose che, in ogni caso, contribuiscono a smontare qualsiasi organizzazione del lavoro di cui sopra. Naturalmente, in questo secondo caso, le imprecazioni aumentano esponenzialmente.

Di quali applicazioni, software e strumenti non puoi fare a meno durante la tua giornata lavorativa?

In ufficio sono un po’ “costretto” ad usare Windows (molto migliorato nelle ultimissime versioni, devo dire) per delle incompatibilità non risolvibili con Linux, il mio sistema preferito. Software indispensabili e, per ora, irrinunciabili, sono sicuramente Sublime Text per il coding e Google Chrome per il browsing, SuperPuTTY per le connessioni remote.
Poi ci sono un’altra serie di strumenti che utilizzo parallelamente per l’organizzazione del lavoro (Asana, Slack, Google Drive, Gmail) ed altri per rendere meno pesanti le ore trascorse alla tastiera (Spotify, Pocket Casts).

Come tieni organizzato il tuo spazio di lavoro sulla scrivania?

Regna l’anarchia.

E il tuo spazio di lavoro virtuale?

Nella dock di Windows solo le applicazioni indispensabili che uso tutti i giorni. Sul desktop pochissime altre che mi capita di utilizzare più raramente. Odio i file sparsi in giro per il computer senza alcuna logica: sono un grande estimatore delle cartelle e delle gerarchie.

Qual è il tuo segreto a lavoro?

Avere l’ansia.

Ci consigli un libro?

1984 di Orwell.

Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto?

Al momento non me ne viene nessuno di preciso, ma direi qualcosa riguardo al fatto che non mi devo infervorare così tanto e così spesso.

Qual è il miglior consiglio che daresti?

Non mi viene niente che non sia assimilabile ad una frase vuota di Fabio Volo (chi mi conosce sa che userei ben altro tono e ben altre esclamazioni, ma tant’è): fai quello che ti piace e lascia che siano anche gli altri a poterlo fare anche se a te non piace.

Ciao.

#hellone