Come fosse il mio ufficio

Quella volta Vittorio mi disse «Vieni», mi propose «qui c’è una scrivania, c’è una connessione, usa pure l’ufficio come fosse il tuo». Me lo disse senza immaginare quello che sarebbe successo, senza fare previsioni e con spassionata amicizia. Io venivo da una serie di insuccessi societari e sarei tornato a fare il freelance. Non mi dispiaceva affatto l’idea di riprendere a lavorare da solo ma accolsi con piacere l’offerta di Vittorio. Oggi, da quella volta, sono passati due anni.

Due anni di intenso, appassionato, frenetico, impegnativo e soddisfacente lavoro. Due anni di esperienze che a scommetterci prima avrei perso alla grande. Due anni che porca miseria, quanta strada abbiamo fatto. Due anni che a guardarsi indietro sembran due giorni.

Due anni trottati a progettare nuove proposte per i nostri clienti, ad acquisirne di nuovi, a costruire obiettivi, a raggiungerli, ad animare un gruppo di giovani promettenti professionisti, a vederli trasformarsi nel team di specialisti che ci onoriamo di avere accanto per un fine sempre più ambizioso: quello di vedere crescere ancora la Crearts (che di anni a breve ne compirà dieci) e di ricevere in affidamento progetti ancora più impegnativi e stimolanti. In soli due anni.

E siamo ancora agli inizi.