Il valore dell’autenticità quale caratteristica differenziante.

La lealtà é una virtù indispensabile per qualsiasi rapporto relazionale. Ogni uomo e donna che si rispetti é leale verso il proprio partner, il proprio figlio, amico e, perché no, anche verso il proprio animale da compagnia.

La lealtà è necessaria per qualsiasi rapporto di business. Prima che la moneta monopolizzasse i rapporti commerciali, il baratto conservava quella lealtà personale e professionale costruita attraverso quel valore di equivalenza dove, lo scambio dei prodotti, era siglato con la stretta di mano.

Ancora oggi, nell’estremità orientale della Nuova Guinea, è vivo il Kula, una forma di scambio tribale che prende forma nella donazione richiesta dall’uomo (di solito il capo villaggio) chi si presenta, dopo anche centinaia di chilometri percorsi in canoa, nel villaggio scelto. Qui chiede di ricevere il Mwali come segno di apertura verso un’amicizia commerciale, una partnership che può essere tramandata di padre in figlio. Il mwali o il soulava, a dimostrazione dell’autenticità dell’uomo e delle proprie azioni, rappresentano un impegno preso, la materializzazione di una lealtà condivisa, il baratto immateriale della fiducia concessa a chi riceve e della lealtà chiesta a chi è pronto a donare.

In tal senso fiducia e lealtà hanno equivalente valore – la bilancia della partnership è in equilibrio.

Offerta e accettazione fanno parte di quelle caratteristiche di reciprocità che vede il dare e il ricevere come autentiche azioni di condivisione. La fiducia stabilita da entrambi le parti prende vita quando le stesse, in fase di contrattazione, sono autenticamente leali; lealtà questa che dev’essere mantenuta e dimostrata nella messa in atto degli impegni assunti nella fase su citata.

Tra le varie attività consulenziali che svolgo, trovo interessante e motivo di studio – e quindi di miglioramento – le varie fasi di contrattazione, siano esse quelle destinate all’acquisizione di un nuovo cliente che quelle destinate alla fidelizzazione del partner, o tutte quelle che concorrono alla definizione delle strategie da mettere in campo per le azioni di marketing o di branding. In queste fasi è possibile conoscersi di più, percepire gli stadi più profondi della personalità relazionale del tuo interlocutore, apprezzarne l’autenticità o disprezzarne la falsità (si, capita molto spesso). Tengo conto di quanto mi viene detto e sopratutto di quanto non viene detto, faccio attenzione alle cadenze vocali e alle espressioni facciali e al linguaggio del corpo. Ponendo la giusta attenzione, quest’ultimo è da tenere sempre in considerazione.

I rapporti poco autentici non mi interessano
. Sono leale con i miei clienti, i miei partner e i miei amici e mi aspetto lo stesso trattamento. Continuo a relazionarmi quindi, con perseveranza e passione, con i clienti che collaboro da anni. Per quelli ancora in fase di contrattazione conoscitiva mi aspetto lealtà e autenticità, in caso contrario sono pronto a girarmi dall’altra parte.

Articolo precedentemente pubblicato su vittoriovaravallo.it
Immagine in evidenza: Marina Abramovic, artist is present, 2012, Moma, New York.