Posted on / by Michelle Lampitelli / in Stories

Febbraio è il vero inizio dell’anno. La logistica la ripartenza per il futuro. Crearts la risposta

Ammetto. La prima volta che ho sentito flotta ho pensato ad una nave mercantile, con bancale credo di essermi soffermata mentalmente su un attrezzo di lavoro, di camion nemmeno a parlarne. Un magazzino logistico era uno spazio non meglio identificato nel mio immaginario.
Navigavo a vista in un settore che non avevo mai immaginato e che la pandemia ne ha totalmente scoperchiato gli ingranaggi mostrandone la complessità e la necessità. Un meccanismo quasi invisibile che si nasconde agli occhi di chi acquista e consuma ma rivelatosi una “pezza” per le aziende che hanno trovato (solo adesso!) un nuovo canale di vendita.

Poi sono arrivata in Crearts. Quindi ho provato a capire l’enorme lavoro che si trova dietro ad un settore, oggi in crescita nonostante tutto. Lo sa bene chi coraggiosamente ha scelto di esporre la propria marca proprio qualche mese prima della pandemia, ritrovandosi in piena controtendenza.

In questo contesto, Crearts è quasi parte di una realtà che parla a gran voce al paese.
E un po’ ci sentiamo protagonisti indiretti.

Di procedere nella direzione giusta probabilmente è arrivata la conferma circa un anno fa.
Ci risiamo penserà il nostro lettore. Ancora aziende legate ai trasporti. Sì, ma a noi serve come ulteriore conferma di procedere nella direzione, intravista ormai un bel po’ di tempo fa, di un settore che è enorme potenzialità e, insieme, sconfinato territorio di sperimentazione in ambito comunicativo.

Qui in Crearts ho visto la lungimiranza di lavorare con aziende dove a fare la differenza sono davvero le persone, aziende che hanno espresso un’umanità fuori da ogni calcolo. Ce ne siamo occupati e continuiamo ad occuparcene. Ne abbiamo bisogno.

Così, abbiamo provato a mettere un messaggio proprio tra le mani delle persone, negli abbracci mancati.
Lo racconta Coesi, la nuova campagna DIF, cercando di immaginare un post-pandemia che finalmente metta l’umanità al primo posto.

In tempi di spostamenti limitati, c’è chi lo fa per noi.
Intanto è arrivato febbraio, voi ve ne siete accorti?